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Visualizzazione dei post da settembre, 2024

Formazione dei docenti: parliamone!

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La rivista online della Cisl scuola Scuolaeformazione.net mi ha chiesto una riflessione sulla filiera formativa del personale docente, intitolata  La formazione che valorizza gli insegnanti e fa bene agli studenti . Ho correlato l'analisi degli strumenti giuridici e gli spunti per una loro traduzione pratica a un indirizzo di fondo: «È così impossibile personalizzare la formazione, evitando le ridondanze che hanno, come unico effetto, lo spreco dell’unica risorsa davvero limitata e non rinnovabile, ovvero il tempo? Occorre lavorare sulla motivazione e sulla personalizzazione. Perché senza motivazione, ogni percorso rischia di essere vanificato sin dal principio, ma la motivazione nasce dalla consapevolezza delle proprie caratteristiche professionali e dalla convinzione di voler acquisire strumenti efficaci per lavorare meglio; e senza personalizzazione si ripete un modello burocratico di spesa e non di investimento».

Abbecedario. Il Piano educativo individualizzato - PEI

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«Il  Piano educativo individualizzato  è lo strumento progettuale che stabilisce le linee di indirizzo e le azioni positive e le linee di indirizzo per la costruzione degli  ambienti di apprendimento  e per la progettazione educativa e didattica finalizzate a favorire il diritto/dovere all'istruzione e alla formazione dell'alunno con disabilità». Visto che una definizione giuridica generale di cosa sia il PEI manca, ho cercato di ridurre lo «spirito del PEI» all’essenziale, di mettere un punto fermo, un chiodo al quale poi fissare le diverse declinazioni pedagogico didattiche: come, per l'appunto, una buona norma dovrebbe fare.  Ognuno dei termini scelti rimanda, senza doverli elencare, a una costellazione di significati che trovano riscontro da un lato con gli istituti del diritto scolastico, dall’altro con i costrutti della ricerca pedagogico-didattica. I primi dettano il « suum cuique tribuere », l’attribuire a ciascuno il suo. I secondi, con le loro diverse ...

Oh personale scolastico, io ti esorto al CCNL...

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Il titolo del post può sembrare retorico... ma, come ogni anno scolastico, mi trovo ad essere interpellato su una serie di argomenti (tra i più gettonati, soprattutto dalle insegnanti di scuola dell'infanzia e primaria, l’uso dei servizi igienici e la cura dell’igiene personale degli alunni con disabilità) che trovano risposta nel CCNL, che vi offro nell'eccellente « testo coordinato » allestito dalla Cisl scuola. Altre risposte si trovano nella normativa specifica dei singoli istituti.  Come spiego a lezione, gli  «usi e costumi» hanno valore solo quando NON vi sia una norma e quando NON contrastano con la norma/CCNL. Che è quanto invece puntualmente accade... perché in realtà non di usi e costumi si tratta, ma di pessime abitudini...  Credetemi, è importante partire sempre dai testi e casomai chiedere chiarimenti con la norma sottomano. Soprattutto, mai e dico mai accettare una risposta del tipo  «è la legge che lo prevede», se il vostro interlocutore non è in grad...

Abbecedario. L'apprendimento significativo e i suoi nemici

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Come scrisse nel 1888 Aristide Gabelli , nel vergare le sobrie Istruzioni generali premesse agli altrettanto essenziali programmi per la scuola elementare  Boselli, «quanto all'istruzione intellettuale, è da avvertire per prima cosa che le scuole devono somministrare un certo numero di cognizioni, tuttavia la mira ultima di tutto l'insegnamento non è riposta tanto nelle cognizioni stesse, quanto nelle abitudini che il pensiero acquista dal modo in cui vengono somministrate. A persuadersene basta considerare che le cognizioni non poche volte, e forse il più delle volte, dopo un po' di tempo di desuetudine dagli studi, vengono in molta parte dimenticate, quando invece il modo di pensare dura tutta la vita, entra in tutte le azioni umane ed è causa, secondo la dirittura o stortura sua, di effetti benefici, o di errori e di disinganni». Gabelli, sia detto per inciso, era uomo che combinava in sé l’insegnamento, la capacità amministrativa, lo studio accademico. Quando affermav...

Abbecedario. Parliamo di programmazione annuale: quello che è essenziale, è perfetto...

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La programmazione annuale costituisce uno dei primi adempimenti dei consigli di classe e dei docenti. Il web presenta una marea di modelli, a cura delle istituzioni scolastiche o di esperti vari, che si collocano a vari livelli di complessità. Alcuni sono giustamente sobri, altri sembrano la mappa concettuale di un corso di pedagogia, quasi che la compilazione di uno o (spesso) più moduli possa trasformarsi in una sorta di algoritmo in grado di trasformare gli insegnamenti preventivati in apprendimenti e che il processo sia tanto più destinato a compiersi quanti più elementi si aggiungono e tanto più la loro descrizione è oscura. Ne risultano documenti imaginifici, nei casi migliori destinati a restare su carta, nei peggiori a diventare protagonisti di folli rincorse di fine anno provocate dall’ansia del docente di «finire il programma», morto e sepolto dal 1999, ma inopinatamente resuscitato. Ovviamente, così una programmazione non funziona ed è vissuta dai docenti come un carico b...