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Sperimentazioni, innovazioni... Parte prima. Qualche idea preliminare

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Anni fa ebbi uno scambio di idee con una DS appena immessa in ruolo che mi aveva contattato, scandalizzata dal fatto che la scuola a lei affidata non avesse nel PTOF alcune «pratiche innovative» che all’epoca andavano per la maggiore. Mentre parlava, avevo sott’occhio non tanto il RAV, ma gli indicatori che ne costituiscono il presupposto. Era un ottimo comprensivo. Risultati Invalsi al di sopra della media e scarto tra i migliori e peggiori contenuto; buona rispondenza al consiglio orientativo (una scheda semplice, ma fatta perbene); laboratori per l’integrazione delle competenze disciplinari di base lungo tutto l’anno e sin dalla primaria; ottimi risultati a distanza nei percorsi successivi (a proposito… continua a sfuggirmi la ratio in base alla quale una istituzione scolastica non abbia «a sistema» i dati degli esiti dei suoi ex alunni); curriculum ben costruito e senza fronzoli; mai un problema. Sarebbe valso il vecchio detto: «Se funziona, non aggiustarlo» e provai a spiegargliel...

Abbecedario: Indicazioni nazionali, programmi, curricoli... la leggenda della facoltatività

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Quando una norma resta in parte inattuata, i pezzi sopravvissuti a volte assumono una nuova vita, piuttosto distante dalla volontà del legislatore originario, e creano misconvinzioni che, per come radicate nell’abitudine (nulla attecchisce più dell’errore, tanto più se in buona fede) alimentano stravaganti leggende metropolitane. Una delle più gettonate riporta che «i programmi erano obbligatori, le indicazioni nazionali non lo sono». Si tratta di un errore. La normativa dice (piuttosto chiaramente) tutt’altro.   Quando, nel 1999, con il Regolamento sull’autonomia si sostituì al termine «programmi» la dizione «Indicazioni nazionali» e si prescrisse alle neonate «Istituzioni scolastiche» la redazione di un «curricolo di istituto», il disegno era chiaro: nel nome dell’autonomia, dell’attenzione ai territori, del principio di sussidiarietà verticale, ciascuna istituzione scolastica avrebbe potuto/dovuto, anche grazie all’«organico funzionale di istituto» (una quota di posti assegnat...

L'istruzione tecnica e professionale e la sfida del prossimo anno scolastico

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Ho l’inveterata abitudine di tenere ben distinti il ruolo e il primato della politica e il ruolo dell’amministrazione, entrambe a servizio dell’interesse pubblico. Soprattutto quando le riforme non si limitano a un semplice belletto, ma hanno l’ambizione di cambiare ciò che non funziona o che potrebbe funzionare meglio, il «centrocampo amministrativo» diventa decisivo. Ricordava in altra epoca uno che se ne intendeva, Vittorio Emanuele Orlando, come «non le leggi invero fanno difetto in Italia, ma i meccanismi esecutivi; eppure a questi bisognerà chiedere ogni volta il massimo contributo effettivo, affinché la volontà del legislatore si compia». In tanti anni di attività amministrativa, svolta a vari livelli, di riforme rimaste al «caroamico» o abbandonate dopo la firma degli atti, per i più svariati motivi, ne conto a decine. Ogni tanto, faccio il contrappello dei pezzi rimasti a vagare tra gli uffici. Ora, l’anno scolastico 2025/2026 rappresenta l’anno di snodo per la messa a terra...

Esami di Stato e prova orale: il diritto a braccetto con la didattica

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Se c’è un ambito nel quale l’abitudine altera in maniera spesso decisiva (e sconclusionata) l’alleanza tra le scelte del legislatore e la didattica, è proprio quello della prova orale degli esami di Stato. Pure, per una volta, nonostante gli anni di distanza tra il riassetto dei percorsi liceali (2010) e la definizione del nuovo esame di Stato (2017), vi è una coerenza interna che nell’ambito della normativa scolastica è merce rara. Un aiuto al quadro normativo viene dai verbali, che scandiscono con precisione le varie fasi dei lavori. Vi allego le slide che ho elaborato e illustrato, alla luce anche di quindici anni di visite alle commissioni, nell’ambito della conferenza di servizio organizzata dall’USR Piemonte.  Spero possano essere utili a raddrizzare, dove necessario, il tiro. Sottolineo che il ruolo di custode della legge, con oneri e onori connessi, spetta al presidente di commissione: chiamato innanzitutto a stare all’erta rispetto a due comportamenti assolutamente da cen...

Periodo di formazione e di prova 2024/25. I modelli di atti

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La piattaforma INDIRE ha pubblicato, anche per l'anno scolastico 2024/25, i modelli di atti relativi al periodo di formazione e prova , integrati da un modello di relazione del DS e del Docente tutor, improntati, almeno nelle intenzioni, all’essenzialità. Siccome cerco di razzolare come predico, ogni feedback formativo è gradito! Eccovi la nota introduttiva.  ❦ L’«atto amministrativo» è la traduzione pratica della normativa generale. Riassume, per così dire, un ragionamento e costituisce la tappa di una procedura. È impostato secondo un sillogismo che parte dalla ratio legis e la declina sui casi concreti. Più sobrio, essenziale, stringente è, meglio risponde alle sue finalità e meno si presta agli attacchi formali. Il periodo di formazione e prova propriamente detto, nel suo svolgimento, è identico per le varie procedure di immissione in ruolo. Rappresenta il comune denominatore volto all’accertamento del possesso degli standard professionali da parte dei docenti neo immessi...

Abbecedario. Lo scrutinio di fine anno, scrostato dall'abitudine

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Gli scrutini di fine anno sono, assieme agli esami di Stato, il momento più «formalizzato» della valutazione degli alunni. Tradotto, significa che la norma traccia i confini e le regole entro cui, comunque, i team o i consigli di classe esercitano la loro discrezionalità didattica e docimologica.  Ebbene, anche in questo caso e nonostante (o forse proprio per questo?) un quadro sostanzialmente asciutto e preciso, mi stanno arrivando quesiti basati su norme inesistenti (la formula classica è «mi hanno detto che c’è una legge che…»), quinci e quivi evocate a usbergo di comportamenti per lo meno discutibili.  Vale la pena partire da ciò che c'è ed eliminare le incrostazioni date dall’abitudine. La lettura delle norme e le finalità del percorso di istruzione fissano  tre principi generali . Il primo : la valutazione finale di ciascun anno scolastico va sempre SEMPRE correlata ai risultati di apprendimento significativi previsti per ciascuna disciplina e ai criteri (criter...

"Dalla valutazione in itinere ai giudizi finali". Webinair per "Bicocca con le scuole", assieme a Cristiano Corsini

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Periodo di formazione e prova: la relazione del tutor. Una proposta di schema.

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Lo scorso anno ho provato a redigere uno  schema di relazione del tutor, liberamente scaricabile e in formato word , che non ha ovviamente nessuna pretesa di ufficialità, ma nasce dalle tante relazioni lette in questi anni e dal confronto con DS e tutor. Lo posto adesso, perché spero possa rappresentare uno strumento in più per i tutor, come una sorta di promemoria che guidi l'attività da svolgere.  Ho cercato di essere essenziale e di coprire, dividendo la relazione in paragrafi e sotto-paragrafi, tutti gli ambiti previsti dal  DM 226/2022 , di cui raccomando sempre la lettura, e di evitare omissioni e (soprattutto) ridondanze: resto ancorato alla lezione di  Occam  e al suo santo rasoio. Ho resistito, per il momento, anche alla tentazione di allegare delle linee guida alla redazione, per due motivi: il primo, è che ogni istituzione scolastica ha, eventualmente, i suoi punti di maggiore attenzione su cui costruire degli eventuali indicatori; il secondo, è che n...

«Si può fare? Valutazione in itinere senza voto e il diritto scolastico». Il mio intervento al Master in valutazione.

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Valutazione alla primaria: l'Ordinanza è stata pubblicata... che fare? Un prontuario per sfruttare l'occasione

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Sono appena state trasmesse alle Istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione l’ Ordinanza del Ministro 9 gennaio 2025, n 3 , l’ Allegato A , che descrive i vari giudizi, la  Nota di trasmissione dell'amministrazione , che contiene alcune utili e sobrie indicazioni. Vanno LETTE. Non mi stancherò di ripeterlo… e alla loro luce possono essere confrontati, condivisi, messi a punto i processi di valutazione che sono parte integrante e sostanziale della didattica. ✒ Cosa cambia nella valutazione alla primaria? In una  breve scheda  ho «fissato» alcuni aspetti rilevanti. Primo , la valutazione  periodica  e  finale  alla scuola primaria passa dai livelli «avanzato, intermedio, di base, in via di prima acquisizione», ai più consueti giudizi sintetici «ottimo, distinto, buono, discreto, sufficiente, non sufficiente»: una scala che, a ben vedere, corrisponde ai voti numerici, in una gamma che va dal 10 al "5 o...

Valutazione alla primaria e giudizi sintetici. Continuità, novità, cose da fare e cose da NON fare

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Quando sul sistema scolastico arriva un'innovazione, di qualsiasi tipo, forma o colore essa sia, occorre fare tre cose.  LEGGERE DIRETTAMENTE il testo o i testi giuridici che la determinano. Punto. Sembra scontato, ma non lo è... tutti, o quasi, partono non dai testi, dalla norma così come è, ma dai riassuntini, dai comunicati stampa, dai pareri... e immancabilmente sbagliano;  VERIFICARE, sulla base dei testi e non di robe orecchiate (da evitare tassativamente i gruppi wap...) cosa effettivamente cambia e cosa no; capire cosa eventualmente va fatto (o sarebbe opportuno fare) e come, in base al ruolo che si ricopre. L’ Ordinanza del Ministro 9 gennaio 2025, n 3 , l’ Allegato A , che descrive i vari giudizi, la Nota di trasmissione dell'amministrazione vanno LETTI. ..  Se  non lo si è fatto, lo si faccia prima di proseguire...  ✒ Cosa cambia nella valutazione alla primaria? In una breve scheda ho «fissato» alcuni aspetti rilevanti. Primo , la valutazio...